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| Come, quando e perché la tv del futuro si chiamerá Atvef | E tempo che le emittenti facciano rotta sul digitale
L'Italia non deve aspettare il 2002 per 1'avvio delle trasmissioni tv digitali. Infatti il Dtv può essere offerto oggi a un buon numero di utenti. Anzi, sarebbe auspicabile per le reti che stentato a rimanere sul mercato come, a esempio, Tmc-2, Rete Capri, ReteA e Rete Mia. Tutto sta nel concepire una piattaforma tv digitale universale per ridurre il problema iniziale del basso bacino di utenza. Le scelte a disposizione sono: la tv digitale via satellite, le trasmissioni digitali terrestri, la tv cavo digitale della Stream e il protocollo Web per Internet, Per avere una Dtv pib versatile 6 necessario prendere in considerazione anche la piattaforma con base o proto- collo Web, come ha recentemente di- mostrato (in gran segreto) la rete Usa Pbs, con un programma di 90 minuti sull'architetto Frank Lloyd Wright con lo standard Atsc Dtv (terrestre), Anche in Europa si sono sperimentate trasmissioni Dtv per Internet ma, per il momento, via satellite. Ecco un'ipotesi di funzionamento in Italia. Per esempio Costantino Federico, il patron di ReteCapri, potrebbe sin da ora trasmettere in digitale, non solo in modulazione (per le va- rie ricezioni via etere e cavo), ma anche con il protocollo Internet (per il trasporto via linee tele- foniche), con scansione progressiva (negli Usa la rete Nbc ha decretato la scansione interlacciata in fase di estinzione). Questo flusso di informazioni conterrebbe i segnali di almeno sette canali a scelta: la tv tematica, la tv broadcast, la pay-tv, la pay-perview, la video-on-demand, o la ho- me video (quest'ultimo servizio con scaricamento di dati e trasferimento su dischetto). Federico potrebbe mettere a disposizione la sua rete tv digitale al canale tematico All news della Mediaset, il quale, secondo gli ultimi accertamenti, non riuscirebbe a contenere i costi se partisse sulla piattaforma digitale satellitare. Inoltre, impiegando anche il proto- collo IVeb, All news verrebbe visto in tutte le parti del mondo via Internet, mettendo in pratica la massima americana che suggerisce di eseguire il pubblico non i confini geografici. Federico potrebbe cosi contare su una combinazione di ricavi composta da una percentuale sui servizi a pagamento, dalla pubblicità nel palinsesto tv broadcast di ReteCapri, dall'affitto della rete a operatori dei canali tematici, dall'abbonamento al servizio Internet e dalla pubblicità per il suo portale. I costi tecnici sarebbero minimi in quanto tutti i segna- li verrebbero consegnati dagli operatori già compressi in Mpeg-2. Come audience di base, Federico avrebbe il 5,8% delle famiglie italiane ora collegate all'Internet, come sviluppo immediato potrebbe contare sul 23% delle famiglie italiane in possesso di un pc e nei prossimi tempi sulla diffusione degli adattatori tipo Web-tv della Microsoft e altri, in grado di convertire un normale televisore analogico in un ricevitore digitale (sia per la ricezione terrestre che per quella via rete telefonica). In questo modo, Federico potrebbe far anche accelerare il processo di rottamazione del televisore e pc e, allo stesso tempo, offrire al consumatore un'alternativa meno costosa al ricevitore tv digita- le, semplicemente facendo si che il convertitore Web-tv venga venduto al pubblico a meno delle 400mila lire ora necessarie. Federico, inoltre, con 1'aiuto degli enti pubblici, potrebbe creare uno stimo- lo per far diventare il Mezzogiorno italiano un'area per 1'alta tecnologia europea. L'interesse verso la tv digitale per Internet aumenta per il fatto che il Web-tv permette a un comune televisore analogico di fare le funzioni di un pc, quindi di navigare su Internet e di utilizzare la posta elettronica, pertanto 1'investi- mento richiesto all'utente 6 ammortizzabile con la versatilità del sistema. Dal punto di vista tecnologico, Federico userebbe lo standard europeo Dvb che, eccetto per la modulazione e la compressione audio, 6 simile a quello Atsc nord-americano, in quanto entrambi sono basati sulla trasmissione di pacchetti di dati e quindi compatibili con il protocollo Internet. In questo modo, gli 8 MHz di larghezza di banda a sua disposizione (circa 25 Megabit al secondo) possono includere sette canali digitali: due a bassa velocità per il canale All news (Rai e Mediaset) e uno di cartoni animati che userebbero non pih di 3,5 Mbs ciascuno, uno per lo sport che richiederebbe almeno 5 Mbs, un canale tv di qualità broadcast di 4 Mbs, un canale di cinema di 5 Mbs e, 1'ultimo, di 500 Kbs per il Web con testi, foto e streaming video. Anche se sembra lento. a 500 Kbs il servizio sarebbe in grado di offrire velocità paragonabili al livello più basso della linea telefonica Adsl, Per ricevere i segnali digitali di Rete- Capri 1'utente, oltre alla parabola, il cavo o le linee telefoniche, potrebbe usare la stessa antenna che usa per ricevere sia la Rai che i canali di Mediaset. La differenza sta nel fatto che i segnali Dtv di ReteCapri arriverebbero al televisore tramite un convertitore Web-tv o al pc tramite un sintonizzatore. La tecnica di Webcasting che Federico potrebbe impiegare puh essere sia del tipo ' push" che del tipo 'pull". Nel primo caso, i sei canali tv verrebbero trasmessi in forma multiplex (ciob tutti assieme) con 1'utente che puh scegliere il canale preferito. In questo caso 1'uten- te si trova davanti a una vera e propria trasmissione tv tradizionale. Nel secondo caso, con la tecnologia "pull", 1'uten- te 6 coinvolto in una tipica operazione Web. Una volta richiesto il programma video via linea telefonica o "wireless" (upstream, senza fili) questo viene estratto dai segnali trasmessi e rappresentato sullo schermo. Questa tecnica viene anche utilizzata negli Usa dal servizio tv satellitare Dbs (Direct broadcast satellite) : una volta richiesto il canale satellitare, il collegamento telefonico cesserebbe dopo il primo scatto. Per il collegamento wireless in America la Fcc ha assegnato al segnale upstream la frequenza di 18 MHz (trasmissione). L'opzione wireless farebbe si che la piattaforma digitale di ReteCapri possa essere impiegata anche per collegamenti telefonici fra utenti (cosa possibile con l'Internet). Per offrire il servizio Internet, ReteCapri dovrebbe collegarsi al "backbone" della rete Tin. Alla data finale del passaggio al digitale, stabilito per il 2010, Federico non solo avrà creato per ReteCapri un "brand" riconoscibile da tutti, ma si sarà affermato come operatore tv digitale. Si capisce che la piattaforma digitale, intesa nel modo tradizionale, richiede enormi investimenti sia da parte dell'operatore che dell'utente, senza che il primo possa intravedere possibili guadagni, come del resto ha dimostrato la piattaforma di itale Df-1 del tedesco Leo Kirch. E possibile anche rendersi conto che una piattaforma digitale per Internet andrebbe a genio anche alla Telecom Italia, la quale vedrebbe nelle linee Adsl prima (converte il comune doppi- no telefonico in una linea digitale per velocità sino a 7,1 Mbs) e nella più veloce Vdsl poi (sino a 50 Mbs), il potenziale per portare a casa degli italiani la tv digitale a basso costo, mantenendo una pole-psition. *Direttore Video age international |
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